Gian Butturini presso lo studio IusGate per Art City Bologna 2026
La seconda esposizione personale di Gian Butturini organizzata dalla galleria Studio Cenacchi vede esposta una selezione di 25 scatti del fotografo bresciano dedicati alla Londra del 1969. Alcune tra le più belle fotografie del photo book London by Gian Butturini sono affiancate da 13 nuove opere mai esposte.
La prima edizione del fotolibro andò subito a ruba e divenne ben presto un cultbook ricercato dai collezionisti.
Le immagini di Butturini raccontano la Londra di fine anni Sessanta, da una prospettiva nuova e non patinata. È un tour tra giovani della Swinging London, ragazze in minigonna, immigrati, neri, emarginati, abitanti della City.
L’autore tratta le sue immagini liberamente sulla base del messaggio che intende veicolare: le ritaglia, le scurisce, le sgrana; accosta il volto inquieto di un hippie con quello serioso di un finanziere della City.
A metà anni ’10 il noto fotografo Martin Parr scopre per caso il libro London by Gian Butturini, e si accorge di avere tra le mani «un gioiello trascurato». Messosi in contatto con l’Associazione Gian Butturini, convince l’editore bolognese Damiani a ripubblicare il libro nel 2017, con una sua prefazione.
L’esposizione delle foto inedite è preludio alla pubblicazione di un secondo libro sulla Londra di Gian Butturini, che conterrà un’ampia selezione delle più significative nuove fotografie.
Gian Butturini (1935 – 2006)
Fotoreporter internazionale, poliedrico artista della comunicazione, si afferma da giovane a Brescia come designer e architetto d’interni.
Nel 1969 pubblica London by Gian Butturini; nel 2017 esce il reprint del libro (Damiani editore) con prefazione di Martin Parr.
Ha realizzato quaranta libri fotografici tra i quali Cuba 26 Luglio, Dall’Irlanda dopo Londonderry, Tu Interni Io Libero con Franco Basaglia, C’era una volta il Muro, DONNE lo sguardo, le storie con introduzione di Carla Cerati e due volumi dedicati alla storia cilena. Nell’autobiografico DAIQUIRI (Edizioni Mimesis) ha narrato le cronache dei reportage.
Sue foto sono state esposte in Strange and Familiar al Barbican Centre londinese, alla Manchester Art Gallery e a Somerset House per PHOTO LONDON 2018.
In qualità di regista ha prodotto documentari tra i quali Crimini di Pace con musiche di Luigi Nono e Bologna, 10.15 strage, il film Il Mondo degli Ultimi con Lino Capolicchio premiato in Festival internazionali.
Il lascito culturale dell’autore è attualmente promosso dalla Associazione Gian Butturini.
Il “caso Butturini-Parr”
A metà anni ’10 il noto fotografo Martin Parr scopre per caso il libro London by Gian Butturini, e si accorge di avere tra le mani «un gioiello trascurato». Messosi in contatto con l’Associazione Gian Butturini, convince l’editore bolognese Damiani a ripubblicare il libro nel 2017, con una sua prefazione.
Poi nasce quello che è stato “il caso” della fotografia mondiale per diversi anni (2019-2021): una giovane afro-britannica, ricevuto in dono il volume dal padre, travisa due fotografie accostate: una giovane nera chiusa in un gabbiotto a vendere biglietti della metropolitana e l’allora famoso gorilla dello zoo di Londra, che da dietro le sbarre, «riceve con dignità imperiale sul muso aggrottato le facezie e le scorze lanciategli dai suoi nipoti in cravatta» – come scrive Gian Butturini nel libro stesso per chiarire il senso di tale dittico: puntare il dito contro ogni forma di mortificazione e segregazione razziale o sociale.
La giovane interpreta questo accostamento come un’orrenda e razzista equazione donna nera = scimmia. Nella stagione incendiaria dei Black Lives Matter, del politicamente corretto e dell’ideologia woke, lancia su Twitter© un anatema che subito dilaga sui social e si trasforma in una valanga talmente violenta contro Parr e Butturini (scomparso nel 2006) da spingere Martin Parr a dimettersi da direttore del Bristol Photo Festival e a chiedere all’editore di ritirare il libro dal commercio e di mandarlo al macero.
Evento – la distruzione del volume – scongiurato dalla Associazione Gian Butturini, nata alcuni anni prima, che si fa carico di tutte le copie e avvia una meritoria attività di divulgazione dell’opera e della figura di Butturini, tramite mostre e convegni, con l’intento di ripristinare la verità storica su di lui.