Recensioni online: attenzione ai fake
Recensioni: fiducia alle stelle
Negli ultimi anni, la prassi di consultare le recensioni online è divenuta parte integrante di qualsiasi acquisto, sia di prodotto sia di servizio: l’acquisto di un paio di scarpe, la prenotazione di un hotel, addirittura la scelta dell’avvocato da cui essere assistiti possono essere determinati da medie ponderate e giudizi lasciati da perfetti sconosciuti. Ma non sono tutte stelle quelle che luccicano, dal momento che le recensioni possono essere false. Un fenomeno deleterio, in particolar modo in una realtà così digitalizzata, che ha la potenzialità di alterare il mercato, influenzando le scelte dei consumatori, tramite dei bot o utenti che, dietro pagamento, forgiano recensioni.
Il caso Trustpilot
A marzo 2026, l’AGCM, autorità garante della concorrenza e del mercato, ha sanzionato Trustpilot, una piattaforma di recensioni, per pratica commerciale scorretta: oltre a opacità sul funzionamento della piattaforma, sull’utilizzo di servizi a pagamento da parte delle imprese ivi presenti e altri elementi utili per la scelta dei consumatori, i servizi di raccolta recensioni consentivano alle imprese di selezionare i consumatori cui inviare l’invito a recensire, sotto le mentite spoglie di strumenti per garantire integrità e genuinità del sistema.
Lotta alle recensioni online false
L’ordinamento italiano ha adottato la legge n. 34/2026 sulle piccole e medie imprese, entrata in vigore il 7 aprile 2026, per far fronte a tali manipolazioni. Il provvedimento dedica l’intero capo IV al contrasto delle recensioni illecite, limitando però il proprio campo di applicazione ai settori della ristorazione e del turismo, comprese strutture ricettive, terme e attrazioni.
Una recensione, per essere considerata lecita, deve rispettare alcuni requisiti: deve essere pubblicata entro trenta giorni dall’utilizzo del prodotto o dalla fruizione del servizio; deve provenire da chi abbia effettivamente utilizzato o fruito di questi ultimi; non deve essere frutto di sconti o altri vantaggi offerti dall’esercente in cambio del giudizio. Inoltre, la legge vieta esplicitamente la compravendita di recensioni, mentre riconosce una presunzione di autenticità a quelle accompagnate da documentazione idonea, come scontrini o fatture. Ai titolari delle attività che vengono recensite è, infine, riconosciuta la possibilità di segnalare i contenuti ritenuti illeciti direttamente alle piattaforme.
Va precisato che questi requisiti si applicano solo alle recensioni pubblicate dopo il 7 aprile 2026: chi ha ricevuto un giudizio scorretto prima di quella data non può avvalersi di questo strumento normativo per chiederne la rimozione.
Recensioni più affidabili d’ora in poi?
Nonostante l’importanza di questa legge, restano esclusi dalla tutela interi settori: un avvocato o un salone di bellezza, ad esempio, non godono di alcuna protezione specifica contro recensioni false, ma possono comunque fare affidamento sulle tradizionali misure di tutela civile e penale per la difesa della reputazione. La norma italiana rappresenta sicuramente un punto di partenza significativo, ma sarebbe comunque auspicabile l’adozione di disposizioni che garantiscano un ambiente digitale più trasparente.