Gian Butturini presso lo studio IusGate per Art City Bologna 2026
Inaugurazione presso lo studio legale IusGate sabato 7 febbraio, ore 17
Gian Butturini (Brescia, 24 marzo 1935 – Brescia, 29 settembre 2006) è stato un fotoreporter e regista italiano.
Dopo essersi formato all’Accademia di Brera, negli anni cinquanta inizia la sua attività a Brescia come grafico pubblicitario e designer.
Si appassionò alla fotografia sul finire degli anni sessanta, dopo un periodo trascorso a Londra. Al suo rientro in Italia, nel 1969 pubblicò il suo primo libro fotografico, London by Gian Butturini (1969), ispirato alla Beat Generation e alla gente incontrata nelle strade della capitale inglese; ritrae emarginati senza fissa dimora, eroinomani, immigrati, manifestanti contro la Guerra del Vietnam, neri, ragazze in minigonna, così come, per contrasto, agiati abitanti della città. Il volume si distinse per un’impaginazione anomala per l’epoca e una grafica originale: tra le fotografie, spesso presentate con tagli, strappi e accostamenti provocatori, vengono inseriti versi di Allen Ginsberg e citazioni di Robert Capa.
Nel 1971 si recò a Cuba, dove realizzò un reportage sull'”isola vittoriosa”, pubblicato nel volume Cuba. 26 Luglio. Nel 1972, una settimana dopo i fatti del Bloody Sunday, andò una settimana a Derry, nell’Irlanda del Nord, per conto della rivista Skema. L’anno dopo assistette al colpo di Stato in Cile, dove poco prima aveva incontrato e fotografato Salvador Allende. Tra il 1973 e il 1974, durante la guerra fredda, realizzò dei reportage nella Germania dell’Est, documentando la quotidianità delle persone e i momenti pubblici.
Tra i suoi libri fotografici vi sono i resoconti dei viaggi in America Latina, nelle favelas brasiliane, nelle periferie di Lima, nel Sahara con il Fronte Polisario, in Portogallo durante la Rivoluzione dei Garofani, i metalmeccanici di Napoli. Nel 1987 viaggiò in Cile a seguito di papa Giovanni Paolo II e nel 2004 documentò la realtà dei poveri in India e le strutture assistenziali create da Madre Teresa di Calcutta.
Butturini fu chiamato da Franco Basaglia nel 1975 a Trieste, per documentare le fasi del suo nuovo approccio alla malattia mentale che portò alla Legge Basaglia. I pazienti furono ritratti nel loro ambiente, sia individualmente che in gruppo, durante azioni quotidiane come il gioco, il trucco, la musica e il ballo.
Sempre nel 1975 Butturini iniziò la sua attività come regista realizzando il docu-film Crimini di pace sulle morti bianche nei cantieri edili; nel 1976, insieme agli operai di una fabbrica metalmeccanica occupata, gira Omac, seguendo per circa un anno i lavoratori in lotta.
Viene ricordato soprattutto per il film Il mondo degli ultimi (1980) con Lino Capolicchio e Mietta Albertini, girato nelle province di Brescia e Cremona, in cui narra le lotte contadine e gli scioperi contro i grandi agrari. Nel 2022 la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, in collaborazione con Cinecittà, ha restaurato e digitalizzato la pellicola, presentata al 40º Torino Film Festival in collaborazione con la Associazione Gian Butturini.
Concluse le riprese de Il mondo degli ultimi, Butturini si recò con la troupe alla stazione ferroviaria di Bologna nelle ore successive alla strage del 2 agosto 1980, realizzando Bologna 10,25 – Strage, un documentario in cui intervista feriti, testimoni, politici e il sindaco Renato Zangheri. Copia del film è nell’archivio della città di Bologna.