Recensioni false online: quando la critica diventa concorrenza sleale
Ā
Il Tribunale di Roma ha ribadito un principio fondamentale nella comunicazione dāimpresa: la libertĆ di critica ĆØ garantita, ma non può mai travalicare i confini della veritĆ , del rispetto della reputazione altrui e, soprattutto, della concorrenza leale.
Ā
La causa ā avviata da Reparadora Italia (nota come GoBravo) nei confronti di Difesa Debitori, societĆ entrambe che forniscono servizi a chi si trova in difficoltĆ finanziarie ā ha segnato un punto fermo nel contrasto alle recensioni fake e ai contenuti manipolati pubblicati sui social. Tutto parte da 221 recensioni relative ai servizi di GoBravo pubblicate su Trustpilot, di cui solo 9 provenivano da reali clienti di GoBravo e appena 17 da persone effettivamente esistenti online.
Ā
Il Tribunale di Roma, Sezione XVII civile, dopo unāinibitoria concessa nellāottobre 2024, ha confermato con recente ordinanza che la condotta ascritta a Difesa Debitori integra lāillecito di concorrenza sleale ex art. 2598 c.c., poichĆ© posta in essere da imprenditori ā e non da semplici utenti ā al fine di arrecare discredito allāimpresa concorrente. La deformazione della reputazione aziendale mediante recensioni false e video suggestivi rappresenta infatti una violazione del principio di lealtĆ concorrenziale, tantopiù alla luce della crescente capacitĆ delle recensioni di orientare le scelte dei consumatori.Ā
Ā
Secondo i giudici, lāobiettivo di Difesa Debitori non era fornire ai consumatori informazioni utili sui servizi offerti, ma screditare deliberatamente la societĆ concorrente attraverso contenuti costruiti artificiosamente. In alcuni videoclip, montati in modo tale da suggerire comportamenti superficiali o addirittura truffaldini di GoBravo, la societĆ convenuta si spacciava per cliente per poi modificare e diffondere i materiali registrati in rete, superando cosƬ Ā«i limiti della continenza espressivaĀ».
Ā
Il caso rafforza un indirizzo giurisprudenziale ormai consolidato: anche sul web e sui social media, la libertĆ di espressione non può tradursi in disinformazione o, peggio, in denigrazione competitiva. Lāimprenditore non può cioĆØ ricorrere e nascondersi dietro a recensioni finte per aggirare i limiti applicabili alle comunicazioni commerciali, come definite allāarticolo 2 del decreto legislativo n. 70/2003. Le recensioni, per dirsi tali, devono essere elaborate in modo indipendente senza alcun corrispettivo, mentre sono comunicazioni commerciali tutte le forme di comunicazione destinate, in modo diretto o indiretto, a promuovere beni, servizi o comunque lāimmagine di unāimpresa.
Ā
Lo aveva giĆ riconosciuto il Tribunale di Milano, che con ordinanza del 21 marzo 2024 ha statuito che la pubblicazione di recensioni non veritiere costituisce un atto di concorrenza sleale ai sensi dellāarticolo 2598 n.3 del Codice Civile, posto che le recensioni false Ā«alterano indebitamente il mercato e ledono la reputazione professionaleĀ» influendo negativamente sullāintegritĆ del sistema di valutazione, il quale ĆØ fondamentale per assicurare una concorrenza equa nel mercato, preservare la libertĆ di scelta dei consumatori e proteggere la reputazione dei venditori.
Ā
La reputazione ĆØ un bene giuridico tutelato e la responsabilitĆ per recensioni false o manipolate grava sul soggetto che le promuove o le diffonde. Il principio di buona fede e correttezza professionale ā cardine del diritto commerciale ā vale oggi anche nel marketing online a tutela della web reputation.
I giudici romani, quindi, riaffermano una regola tanto antica quanto moderna: la lealtĆ competitiva ĆØ la prima forma di comunicazione efficace. Anche nellāera dei social, la veritĆ resta lāunico algoritmo affidabile.
Ā
La libertĆ di espressione online non può essere uno scudo per condotte illecite. Imprese e consumatori devono essere consapevoli dei rischi legati alle recensioni false e degli strumenti legali a disposizione per tutelarsi. La trasparenza e lāautenticitĆ delle recensioni sono fondamentali per un mercato sano e competitivo, in cui la concorrenza si basa sui meriti propri e non sulla distruzione artificiosa dellāimmagine altrui.